Il primo appuntamento è con Mah Aissata Fofana, poetessa e poliedrica scrittrice del Mali.
Arrivata in Italia negli anni 80, laureata in traduzione presso la Scuola per Interpreti
e Traduttori di Trieste, ha scritto numerosi libri per valorizzare
e diffondere la cultura del proprio paese e in particolare quella femminile.
Suo è anche il primo vocabolario Bambara-Italiano (EUT 2008). Il bambara è la lingua parlata in Senegal e Mali.
Da anni Mah Aissata si occupa di immigrazione femminile.
Suo è anche il primo vocabolario Bambara-Italiano (EUT 2008). Il bambara è la lingua parlata in Senegal e Mali.
Da anni Mah Aissata si occupa di immigrazione femminile.
Tra i suoi libri ricordiamo: La Cucina
in Africa, Il Linguaggio dei Capelli in Africa, I Sette Baobab della Felicità e
del Successo, Le indagini dell' ispettrice Fofy, Un popolo delle stelle, Un
baobab, ll cadavere di un albino, Il cadavere sorridente, Una calebasse
piangente, Un balanzan rimpicciolito.
La incontriamo sabato 16 giugno alle
ore 18 nel salone parrocchiale di Piazza San Siro 49.
Per capire di più la cultura di cui Aissata Fofana è potatrice vi proponiamo
una breve scheda sul suo paese, il Mali.
La Repubblica del Mali è uno dei paesi più grandi dell’Africa occidentale
(1.241.142 km²,16.174.580
abitanti; capitale Bamako), più o meno come Regno Unito e Francia
messi insieme. Situato nella pianura saheliana
é costituito a nord dal deserto e a sud dalla savana.
La parola Sahel in arabo significa “bordo del deserto” (Sahil), una fascia semi desertica che attraversa tutta
l’Africa da ovest ad est, coprendo Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad,
Senegal, Sudan ed Eritrea.
Cittadini del grande Impero africano
del Mali (dal XIII al XVII secolo) i maliani sono stati
vittime del traffico di schiavi che ha alimentato le economie europee nelle
Americhe e per circa un secolo (1864-1960) sono stati sudditi dell'impero
coloniale francese.
In
Mali si trova la struttura più grande del mondo in mattoni di terra. Si tratta
della Grande moschea di Djenné, nel centro del Mali. Come gran parte
dell'architettura del Sahel, è costruita con mattoni di fango. Data la scarsità di pietre da
costruzione, in Africa Occidentale i grandi edifici venivano costruiti
impastando il fango su dei tralicci di legno le cui estremità lasciate
all'esterno, servono ancora oggi per effettuare il restauro dopo le grandi
piogge. Il centro storico di Djenné è stato
designato Patrimonio
dell'Umanità dall'UNESCO nel 1988.
Tuareg al Desert Festival |
Il "Festival au Désert" una delle manifestazioni più popolari della world music (oltre 7mila spettatori nel 2004), è un altro evento che ha reso celebre il Mali e in particolare la città di Timbuctù. Esiliato dal 2012 a causa dell'occupazione e della guerra franco-maliana contro i jihadisti di Al Qaeda nel Maghreb Islamico, lo storico festival è tornato nel febbraio di quest’anno e sfida la guerra dei jihadisti
Tratto da http://casa-africa.blogspot.com
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